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giovedì 15 agosto 2013

Il cittadino Kingmaker


Il lavoro svolto dai nostri cittadini parlamentari portavoce tutti è stato intenso, determinante e alla fine proficuo.
Invece, il “partito unico” vuole svilire e sovvertire la “centralità” del Parlamento, così come disegnato nella nostra Costituzione, giustificandolo inopinatamente come necessitato da una maggiore celerità e incisività dell’azione politica di governo, ma che palesa una diretta correlazione con la voglia di “stabilità” indiscussa dei poteri costituiti politici partitocratici et similia. Se così avvenisse, visto il suo sforzo nel modificare l’art. 138 Cost, manipolando artatamente la procedura da esso sancita, porterebbe ad uno sbilanciamento dei pesi e contrappesi (check and balance) caratteristico della separazione dei poteri e quindi, della scelta di questa forma di Stato di “democrazia parlamentare”, che i nostri Costituenti hanno voluto e scelto.
Il tentativo, nei fatti, sta ormai da lungo tempo avvenendo con la decretazione d’urgenza di questo Governo e di quelli che lo hanno preceduto, espropriando e rendendo residuale la volontà del Parlamento, trasformato in un semplice notificatore delle decisioni assunte dall’esecutivo
Tutto questo viene portato avanti da una maggioranza incompatibile teoricamente, ma nei fatti sempre tacitamente e oggi palesemente alleata, composta, nella più parte, da soggetti nominati dalle segreterie dei partiti.
I cittadini 5 stelle, sono consapevoli e accondiscendono alle necessarie modifiche costituzionali, più volte dal M5S affermate ed esplicitate, in quanto il disegno politico sistematico costituzionale è quello di rendere il cittadino sempre più il reale generatore decisionale della volontà democratica assunta.
Il cittadino deve divenire il vero “kingmaker”, non delegando “in bianco”, alcun rappresentante e non riconoscendo ad alcuno, in modo esclusivo e perenne, la propria volontà espressa da un Parlamento di eletti liberamente dai cittadini stessi. Necessaria sarebbe una nuova legge elettorale, rispettosa della reale volontà dei cittadini nella scelta personale e non imposta dei propri rappresentanti in Parlamento. Solo un Parlamento così legittimato potrebbe, applicando diligentemente l’Art. 138 Cost., proporre le necessarie modifiche.
L’Art. 138 Cost. è un numero magico, norma di chiusura, chiave unica, procedura aggravata voluta dai nostri Costituenti, per depotenziare ogni possibile tentativo di manipolare la nostra Carta costituzionale a proprio piacimento e secondo le proprie convenienze da maggioranze presenti e future e con il fine unico di cambiare la nostra forma di Stato.
Con l’aggravante, che questa manipolazione viene portata avanti oggi da parlamentari nominati e non eletti, grazie alla stupenda legge riconosciuta come “Porcellum”, e attualmente sotto esame da parte della Consulta per sospetta incostituzionalità.


domenica 30 giugno 2013

Un Parlamento reso “inutile”


Questa maggioranza da partito “unico” sta cercando di stravolgere la Costituzione e nello specifico l’art. 138 della Costituzione.
Questo articolo, prevedendo sulla procedura della revisione costituzionale e di altre leggi costituzionali, obbliga il Parlamento alla determinazione e alla formulazione libera, pubblica e tra tutte le forze presenti in Parlamento, opposizione compresa, di una proposta di revisione o di altra legge costituzionale, che sarà quindi votata, secondo le regole vincolanti richiamate ed espresse.
Oggi stiamo assistendo, invece, alla costituzione di organi nominati e incostituzionali, dichiarati “saggi”, che dovrebbero, prima facie, elaborare ipotesi di revisione e di leggi costituzionali, che il Parlamento dovrebbe votare, seduta stante e a colpi di maggioranza, senza la partecipazione e la condivisione di tutte le forze politiche presenti in Parlamento.
Questo partito “unico” dimentica che i cittadini 5 stelle sono circa 9 milioni e che essi non intendono essere esclusi da deliberazioni fondamentali, quali quelle costituzionali, tramite i loro cittadini eletti-portavoce in  questo Parlamento.
La nostra Repubblica è costituzionalmente “parlamentare” e tale deve rimanere, in quanto si poggia e si riconosce solo ed esclusivamente in tale forma. Qualunque altra forma, palese ovvero occulta, pone questo Parlamento fuori dai limiti tracciati dalla Costituzione e contro i cittadini, unici ed esclusivi soggetti legittimati ad esprimere la volontà costituente.
Qualunque potere costituito “ad hoc”, oltre che non riconosciuto dalla Costituzione, rappresenterebbe un vulnus della nostra forma democratica, ed è contrario alla volontà sovrana dei cittadini.
Questo esecutivo di nominati, si sta dirigendo verso una deriva che viola brutalmente, la separazione dei poteri e le sue conseguenze, dimenticando o volendo dimenticare, che l’unico e necessario compito, da loro stessi ammesso e riconosciuto, è quello di formulare e discutere in Parlamento una nuova legge elettorale, che sia espressione, e nel rispetto, della effettiva volontà dei cittadini tutti.
                                           Tertium non datur, acta est fabula.